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Le origini della Festa del Primo Maggio

Le origini della Festa del Primo Maggio

LE ORIGINI DEL PRIMO MAGGIO

LA FESTA DEI LAVORATORI

Sul finire del Ottocento l'Italia, facendo proprie le conclusioni del congresso della Seconda Internazionale Socialista e dei Labour svoltasi a Parigi il 20 Luglio 1889, aderì alla decisione di istituire la prima Festa dei Lavoratori. Nel 1865, a Chicago nello Stato Americano dell'Illinois due delle più importanti organizzazioni dei “Labour”: “La Knights of Labor” e la “National Labor Union” iniziarono a scuotere l'opinione pubblica denunciando le inaccettabili condizioni di lavoro a cui erano sottoposte le maestranze nelle fabbriche della contea con orari che variavano fra le dieci e le dodici ore al giorno, per sei giorni la settimana, in ambienti privi delle più elementari misure di sicurezza. Nel corso degli anni successivi le condizioni di lavoro in fabbrica non migliorarono e nel 1886 le due Associazioni sindacali ruppero gli indugi indicendo per il 1 Maggio uno sciopero generale con la richiesta di portare l'orario di lavoro giornaliero a otto ore, a parità di salario, e migliorare le condizioni di sicurezza all'interno degli stabilimenti. L'indugiare delle proprietà ad attivare trattative costrinse le maestranze a continuare lo sciopero. 

Dopo due giorni, il 3 Maggio durante un assemblea di lavoratori ed attivisti, davanti alla fabbrica di macchine agricole MacCormick la polizia aprì il fuoco senza apparente motivo uccidendo due operai e ferendone altri. Il giorno successivo, a seguito di questo episodio, i sindacati organizzarono imponenti manifestazioni di protesta coinvolgendo decine di migliaia di operai di tutte le fabbrichedisseminate nelle più importanti contee dell'Illinois.Quel giorno a Chicago in Haymarket Square durante un comizio di fronte ai lavoratori, da una strada laterale venne lanciato un ordigno che colpì un folto gruppo di poliziotti che si erano avvicinati al palco. Sei di loro rimasero uccisi e cinquanta partecipanti furono feriti. La polizia intervenne all'istante aprendo il fuoco sui manifestanti uccidendone un alto numero che non verrà mai quantificato. Le autorità aprirono un'inchiesta che sfociò in un processo a carico di otto anarchici sospettati di avere compiuto l'atto efferato. 

Nel corso del dibattimento gli imputati si dichiararono innocenti, presentando alibi consistenti. Ma ciò non fu sufficiente. Cinque di loro furono condannati a morte, due ebbero l'ergastolo ed uno fu condannato a 15 anni di reclusione. Le condanne a morte tramite impiccagione furono eseguite l'11 Novembre del 1887. In realtà il processo si svolse in un clima ambiguo, non furono prese in considerazione alcune testimonianze favorevoli agli imputati ed alcuni testimoni dell'accusa caddero in numerose contraddizioni, tanto da fare nascere molti dubbi su chi avesse veramente lanciato la bomba. 

Le condanne provocarono numerose proteste in tutto il mondo. Furono avviate mobilitazioni e iniziative da parte delle più importanti organizzazioni sindacali fra le quali la potente “American Federation of Labor” che, insieme ai Labour di molte altre nazioni, chiese con forza di dedicare ai lavoratori un giorno di riflessione e di lotta per l'ottenimento delle proprie istanze e a ricordo dei tragici fatti di sangue. Il 20 Luglio 1889 a Parigi, durante il congresso della Seconda Internazionale, i partecipanti fecero propria la richiesta dei Labour e la scelta della data cadde proprio sul primo dei giorni in cui i tragici eventi si verificarono: 1° Maggio 1886. La risoluzione fu condivisa dalla stragrande maggioranza dei Paesi democratici del mondo fra cui l'Italia.

Testo di Silvano Caciolli

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