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Evento Compagnia Cult: pezzi unici del cinema inglese Cinema La Compagnia

Compagnia Cult: pezzi unici del cinema inglese

Cinema Rassegne e Festival, Cinema
Date e orari
Via Cavour, 50 R Firenze
Cinema La Compagnia

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Dal 13 al 29 febbraio, a La Compagnia di Firenze, 8 titoli con alcuni tra i migliori film del Regno Unito.

Dopo il successo della rassegna XX Secolo. L’Invenzione più bella, a La Compagnia di Firenze tornano ad essere protagonisti i capolavori senza tempo, film cult entrati a pieno titolo a far parte della storia del cinema, da vedere o rivedere sul grande schermo.

La rassegna quest’anno ha preso il titolo Compagnia Cult e, come di consueto, si svolge con il supporto di CSC – Cineteca Nazionale.

I film saranno proiettati in lingua originale, con sottotitoli in italiano.

Programma “Compagnia Cult – Pezzi unici del cinema inglese”

13 FEBBRAIO, ORE 21.00 - A Venezia… un dicembre rosso shocking (Don’t look Now)di Nicholas Roeg (Regno Unito, 1973, 110’, v.o. sott. ita). La piccola Christine Baxter muore annegata. Qualche tempo dopo, i suoi genitori sono a Venezia. John Baxter deve restaurare una chiesa, sua moglie Laura lo accompagna. Una sera Laura conosce due vecchie sorelle, una delle quali vanta la capacità di comunicare con i morti. Benché turbata, Laura cerca di mettersi in contatto con la figlia nell’aldilà. Tratto da un romanzo di Daphne DeMaurier (Rebecca, già trasposto sul grande schermo da Alfred Hitchcock, con il titolo di Rebecca, la prima moglie). Con il commento musicale di Pino Donaggio e con una interprete d’eccezion: Julie Christie.

16 FEBBRAIO, ORE 19.00 - Breve incontro (Brief Encounter) di David Lean (Regno Unito, 1945, 87’, v.o. sott. ita). Laura, una casalinga della media borghesia, sposata con figli, e Alec, un medico generico, sposato anche lui si incontrano casualmente. È l’inizio di una relazione furtiva tra due persone con una vita consolidata, una famiglia rispettabile, degli obblighi morali e sociali. È l’inizio di un amore grande e impossibile. Tratto da un atto unico di Noël Coward, Still Life (natura morta), il film è diretto da David Lean, il regista che sarebbe diventato celebre per produzioni mastodontiche (Lawrence d’Arabia, Il dottor Zivago e Il ponte sul fiume Kwai). 

18 FEBBRAIO, ORE 15.00 - Domenica maledetta domenica (Sunday Bloody Sunday) di John. Schlesinger (Regno Unito, 1971, 110’, v.o. sott. ita). Ambientato a Londra, il film racconta la storia di Bob, un giovane scultore che intrattiene due relazioni sentimentali contemporaneamente. Con Alex, una trentacinquenne divorziata, e con Daniel, un medico ebreo di mezza età. Diretto da John Schlesinger dopo una serie di film di grande successo (Una maniera d’amare, Billy il bugiardo, Darling, Via dalla pazza folla e l’americano Un uomo da marciapiede), se Domenica maledetta domenica oggi è un titolo epocale, non lo è certamente perché il primo film che racconti una storia omosessuale, ma è il primo a dare dell’omosessualità una rappresentazione “normale”: Daniel è visto nella sua quotidianità, non è un soggetto da compatire, imparare a conoscere, tollerare o accettare. È un uomo in carne e ossa, con la sua forza e la sua fragilità. Eccellente prova d’attori per Peter Finch e Glenda Jackson.

20 FEBBRAIO, ORE 21.00 - Tom Jones di Tovy Richardson (Regno Unito, 1963, 129’, v.o. sott. ita). Le avventure rocambolesche di Tom Jones, orfano, adottato da un ricco signore di campagna e popolarissimo tra le donne. Allegro, sfacciato, pronto a prendere la vita come viene, Tom ha un unico debole: Sophie, la figlia di un proprietario terriero che lo detesta. Il film nasce dall’incontro tra i due enfants prodiges del cinema e del teatro inglese, Tony Richardson e John Osborne (regista e commediografo di Ricorda con rabbia e The Entertainer) e con uno dei maestri della letteratura inglese del XVIII secolo, Henry Fielding. Non è casuale che in pieni anni ’60 Richardson e Osborne ignorassero i testi della letteratura vittoriana, sempre permeata da un alone di puritanesimo cupo, e volgessero lo sguardo al ’700 ribaldo e in particolare a Fielding. Lo scrittore aveva sparigliato le regole del romanzo mainstream raccontando con spirito cinico e beffardo storie di sesso, vizio, adulterio, incesto.

22 FEBBRAIO, ORE 18.30 - Donne in amore (Women In Love) di Ken Russell (Regno Unito, 1969, 131’, v.o. sott. ita). In un villaggio di minatori due sorelle, Ursula e Gudrun, si innamorano di Rupert e Gerald. Tratto dall’omonimo romanzo di D.H. Lawrence, Donne in amore. Con questo film, l’allora sconosciuto Ken Russell (aveva diretto un solo film, Il cervello da un miliardo di dollari) entrò nel novero dei registi più brillanti e controversi della scena internazionale.

24 FEBBRAIO, ORE 21.00 - Gioventù amore e rabbia (The Loneliness of the Long Distance Runner) di Tony Richardson (Regno Unito, 1962, 104’, v.o. sott. ita). Il giovane Colin viene arrestato per un piccolo furto. Nel carcere minorile dove è detenuto, attira l’attenzione del direttore che vede nel giovane un grande potenziale come sportivo. Colin infatti è un corridore nato, anche se si rivela essere un ribelle e controverso. È forse questo il film manifesto del cinema inglese degli anni ’60: un inno amaro e realistico alla libertà. Grande prova d’attore per Tom Courtenay che, lanciato in questa occasione, ha avuto una lunga carriera.

27 FEBBRAIO, ORE 17.00 - My Beautiful Laundrette, di Stephen. Frears (Regno Unito, 1962, 104’, v.o. sott. ita). Siamo nella periferia londinese, dove va in scena la strana storia d’amore tra Omar, un giovane pakistano che lavora per uno zio “perfettamente” integrato e Johnny, un fascistello picchiatore senza arte né parte. Insieme aprono una lavanderia. Prodotto per la televisione da Channel 4 nel momento di maggior decadenza del cinema inglese, il film venne presentato al festival di Edimburgo e ebbe un ottimo riscontro, tale da indurre i produttori a distribuirlo nelle sale. Nuovo, sexy e sfacciato, My Beautiful Laundrette fece da trampolino di lancio per il regista Stephen Frears al suo terzo film (i suoi precedenti, Gumshoe e The Hit, non ebbero fortuna) e per Daniel Day Lewis (qui sfoggia capelli biondo platino e abbigliamento punk) che avrebbero avuto carriere stellari e pluripremiate. La sceneggiatura di Hanif Kureishi, scrittore e commediografo inglese di origini pakistane, mette a confronto culture diverse e, con sapienza, riesce a infondere una buona dose di ironia a situazioni decisamente drammatiche.

29 FEBBRAIO, ORE 19.00 - Morgan, matto da legare (Morgan – A suitable case for treatment) di Karel Reisz (Regno Unito, 1966, 97’, v.o. sott. ita). Morgan è un giovane artista di scarso successo. Figlio di genitori comunisti di classe operaia, è sposato con Leonie, una della buona borghesia che non ne può più della sua stravaganza. Leonie aspetta il divorzio per sposare un suo pari, Charles. Nel frattempo, Morgan le prova tutte per sabotare le nuova unione. Uno dei titoli più rappresentativi della stagione del free cinema britannico, Morgan fu diretto da Karel Reisz (1926-2002), cecoslovacco trapiantato nel Regno Unito quando suo padre scappò con la famiglia per sfuggire alle persecuzioni.

Biglietto intero: 5€ 

Biglietto ridotto: 4€

Carnet 10 film: 35€

Cinema La Compagnia
Indirizzo: Via Cavour, 50 R, Firenze

Sito web: http://www.cinemalacompagnia.it/

Contatti dell'evento

Sito web: www.cinemalacompagnia.it




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