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Sea Watch: a breve lo sbarco

Sea Watch: a breve lo sbarco

Mercoledì 30 Gennaio 2019 Ore 23:17

Sembra essersi sbloccata la vicenda della Sea Watch 3. "Fra qualche ora iniziano le operazioni di sbarco", ha annunciato il premier Giuseppe Conte affermando che, all'accordo raggiunto con Germania, Francia, Portogallo, Romania e Malta per la distribuzione dei 47 migranti a bordo della nave battente bandiera olandese ormai da 12 giorni in mare e da 5 nella rada di Siracusa, "alla lista di Paesi amici si è aggiunto anche il Lussemburgo".

"Qui non si tratta né di un'immunità né di un 'salva Salvini'. Si decide se legittimare o meno un atto di governo compiuto da un ministro". Così, parlando di un "grande equivoco", a quanto apprende l'AdnKronos i senatori M5S in Giunta per le immunità del Senato hanno affrontato il nodo Diciotti con il vicepremier Luigi Di Maio.

Susanna Cenni tra i parlamentari della staffetta del Pd a Siracusa per la Sea Watch. La deputata senese, insieme ai colleghi Mauro Del Barba, Romina Mura, Marianna Madia, Eugenio Comincini e Roberto Rampi, è partita questa mattina per la Sicilia per partecipare alla staffetta democratica partita lunedì scorso per garantire una costante presenza sulla Sea Watch. La delegazione ha incontrato il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, il prefetto ed è stata ricevuta dalla Capitaneria di Porto.

“La situazione a Siracusa è in divenire. Oggi abbiamo incontrato il sindaco e il prefetto, siamo stati ricevuti dalla Capitaneria di Porto e poi ci siamo recati al porto. Stiamo attendendo di conoscere le condizioni dell'eventuale sbarco dei migranti. Siamo di fronte a una vera vergogna per un Paese civile come il nostro. Sono giorni che il Ministro Matteo Salvini e il suo Governo giocano con la vita di ben 47 esseri umani. Noi saremo qui finché non sarà permesso a tutti di sbarcare".

Venerdì 1 Febbraio al Circolo Il Progresso: “Firenze per Welcoming Europe”, concerto con raccolta firme a sostegno della proposta di legge europea “Welcoming Europe” per fermare le stragi di umanità, organizzato da Firenze Radicale in collaborazione con l’associazione culturale “La Chute”.  Sul palco si esibiranno: Silvia Conti, Massimiliano Larocca, Chiara White, Tiziano Mazzoni, Cristina Banchi, Marco Cantini, Donna Barbuta, O:odal, Francesco Garito, Washita, Tommaso Talarico e Carmine Torchia. Ci saranno inoltre gli interventi dei giornalisti Jacopo Storni ed Edoardo Semmola, il rappresentante della comunità senegalese Pape Diaw, Elisa Cesan del concistoro Valdese, lo scrittore Marco Vichi, gli attori Rosario Campisi e Lorenzo Degl’Innocenti e la proiezione in anteprima dell’ultimo video degli Skom “Nuddu Ca Veni”.

Si intitola “Noisiamosoloandata” la mostra fotografica che sarà inaugurata a Siena venerdì 1° febbraio, alle ore 18 all’interno del negozio Mohsen, in via Pantaneto 128/130. L’esposizione raccoglie gli scatti realizzati da Alessio Duranti nell’incontro con i migranti del progetto Sistema di Protezione per Rifugiati e Richiedenti Asilo, sul territorio senese ed è promossa dagli stessi soggetti coinvolti nel progetto Sprar, che ha come capofila la Società della Salute Alta Valdelsa - con i Comuni di Casole d'Elsa, Colle di Val d'Elsa, Poggibonsi, Radicondoli e San Gimignano - ed è gestito da Arci Toscana e Arci provinciale di Siena. La mostra rimarrà allestita fino a venerdì 22 febbraio e sarà visitabile tutti i giorni nell’orario di apertura del negozio. All’inaugurazione parteciperanno anche Luca Vigni, direttore della Società della Salute Alta Valdelsa, Simone Ferretti, responsabile immigrazione Arci Toscana e il fotografo Alessio Duranti.

NoiSiamoSoloAndata sono le parole conclusive di una poesia di Erri De Luca e la mostra fotografica di Alessio Duranti, attraverso scatti che raccolgono volti, passioni, strette di mano e abbracci, vuole restituire ai visitatori, con un linguaggio diverso dalle parole, il senso e gli obiettivi del progetto Sprar. Il Sistema di Protezione per Rifugiati e Richiedenti Asilo rappresenta un sistema di accoglienza dei migranti che può funzionare, che non crea ghetti e che offre un’idea di integrazione partendo dalla scuola e dalla lingua, seguendo i beneficiari nei diversi aspetti burocratici e cercando di integrare anziché escludere.

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